I
TRENT'ANNI DI UN PRETE IN MAREMMA
di
Tìndara Rasi
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Il
29 giugno di quest'anno per don Josè R. De la Torre sarà una data
da festeggiare: 30 anni di servizio nella diocesi di Grosseto, tra
Cottolengo, Istia, Buriano, di nuovo Cottolengo dal 1999 al 2003 e
infine Rispescia, dove tutt'ora svolge la sua attività ministeriale
presso la chiesa di Santa Maria Goretti. Trenta anni di servizio come
sacerdote nella terra di Maremma, e altrettanti come insegnante di
scuola di teologia tra Grosseto, Pisa e Piombino. La sua vocazione ha
radici nella sua stessa famiglia: la madre Maria, che adesso ha 89
anni, era ed è, pia e devota. Lui stesso precisa: "Non bigotta,
ma devota; e c'è una bella differenza. È sempre stata,
inoltre, severa, precisa, chiara nelle cose: comportamenti
essenziali, per poter governare una famiglia di dieci figli. Anche se
ci sono parenti presenti, lei interrompe le chiacchiere per iniziare
il rosario, quando è l'ora. Scandisce con il giusto rigore ogni cosa
da fare".
Il
padre era un militare. Josè, nato nel '45, lo seguì con tutta la
famiglia nei suoi numerosi spostamenti. Tutti i ragazzi, in famiglia,
ricevettero però una educazione religiosa formante, studiando nei
seminari vari al suo seguito. Josè iniziò persino a "prestare
il servizio", cioè a fare il chierichetto in una parrocchia
della zona di Guadalajara.
Nel
'56-'57 la famiglia si trasferì a Città del Messico. Il suo
interesse religioso crebbe. Il prete che lo guidava, andò da suo
padre a intercedere per fargli intraprendere gli studi religiosi. Il
padre acconsentì, dicendogli soltanto: "Diventare prete è una
cosa seria, o lo fai bene o è meglio che tu lasci perdere. Però,
comunque vadano le cose, ricordati che questa è sempre casa tua."
La
Congregazione dei Chierici Regolari Somaschi (C.R.S.), fondata in
Italia da San Girolamo Emiliani nello
stesso anno dei
Gesuiti,
nel 1534, era
approdata a El Salvador solo nel 1921, diffondendosi poi in tutta
l'America Latina: i maggiori formatori restavano dunque gli italiani,
piemontesi e lombardi in primis. Con loro, don Josè, entrato
in seminario ad appena dodici anni, conseguì la licenza media (al
seminario minore) e poi i tre anni delle superiori (al seminario
maggiore, dove si studiava filosofia e teologia). Proseguì il
noviziato nella repubblica di El Salvador dal 1964 al 1969, per poi
affrontare gli studi filosofici assieme ai gesuiti e completare la
teologia con i padri salesiani di Guatemala. Dopo essere stato
consacrato parroco in Messico il 17 novembre 1973, si spostò tra El
Salvador e Honduras come vice parroco; andò missionario in
Nicaragua, in Costa Rica e nel Panama, e mezzo anno persino in
Colombia, presso l'ICLA, cioè l'Istituto Catechistico Latino
Americano. Quando, nel 1980 ritornò in Messico come viceparroco e
professore del Seminario minore dei Padri Somaschi, i suoi superiori,
ritenendolo idoneo, pur di permettergli di completare gli studi lo
inviarono in Italia, a Roma, dove ottenne la Laurea in Liturgia e il
dottorato in Liturgia dogmatica, entrando in contatto con personalità
eminenti come Tommaso Federici e Angelo Scola.
Durante
il periodo di studi
fu invitato a prestare servizio presso la diocesi di Grosseto. Era
il 1987.
"Dovevo
restarci tre anni... ma sono diventati trenta!", dichiara con
gioia.
Tra
la ristrutturazione di una chiesa e l'altra (al Cottolengo il
campanile, la casa canonica, l'asilo delle suore; a Istia la chiesa e
le opere d'arte; a Cerri Alti l'intera chiesina, corredata dai quadri
del pittore Claro Paolini; a Rispescia la chiesa, le stanze
dell'oratorio, il campetto...), monsignor Ottolini lo ha investito
del ruolo di vicedirettore della Scuola di Teologia di Grosseto, ed è
diventato canonico della cattedrale dal 1997. Nessun vanto, in tutto
ciò, solo la consapevolezza di aver servito, da "servo inutile"
con decoro e attenzione, la chiesa di Grosseto. Il motto del padre,
che di nome si chiamava Josè come lui, "o fai le cose per bene,
o non le fare per niente", lo ha fatto suo. San Girolamo
Emiliani, con i suoi Padri Somaschi, aveva puntato i riflettori sulla
paternità di Dio-Padre. Da conoscitore della spiritualità della
"compagnia dei servi dei poveri" e nel rispetto del monito
di suo padre fisico, per don Josè l'impegno in ogni parrocchia è
sempre stato pertanto quello di ridare alla gente del posto e al
luogo sacro di sua "gestione", ciò che ha ricevuto, come
un buon padre, anche in termini economici. Ci tiene poi a creare un
buon clima, affinchè ci sia, in ogni posto che guida, "un po'
di vera comunità". Anche nelle sue lezioni scolastiche
teologiche, oltre al contenuto, ha sempre cercato di curare la
persona, di porre attenzione alle vicende umane di ognuno, mostrando
grande rispetto per tutti e cercando di valorizzare i talenti di chi
ha incontrato. Non a caso, trenta e più laureandi della scuola di
teologia, si sono affidati a lui per valorizzare la loro tesi e
laurearsi. "Ogni esperienza fa crescere in umanità, d'altronde.
Ed è per questo che è importante che ci sia una sincerità di cuore
nel fare bene ciò che si deve fare. Bisogna essere professionisti
per il Signore, ed esserlo con umanità e con discrezione anche
nell'operare il bene. «Il
mio carico è leggero»
(Mt 11,30) diceva il motto dei Padri Somaschi, ed è ancora più
leggero se condividiamo e ri-doniamo, come ministri di Dio, senza
pretese di potere e di autoreferenzialità."
Poi,
nel raccontare del suo primo libro, "La santità nella Maremma grossetana. Santi, Beati, Venerabili, Eremiti" (ed. Effigi), nato dalle fotocopie e dagli appunti dei suoi corsi
universitari sulla "Santità diocesana" del 2011 e
riscritto a quattro mani in una veste editoriale perfezionata negli
anni di stesura scritturale, dice che al di là di come andranno le
cose, questa resterà per lui un'esperienza valida: "Ho imparato
che significa avere un'idea e lavorare per metterla a frutto, ho
imparato che significa concepire di sana pianta un libro, avere a che
fare con l'editoria, con il giornalismo, con il mondo della stampa.
Vorrei scrivere un testo sulla Madonna di Guadalupe, la "morenita
guadalupana", ma non so... Ho mille impegni, come cappellano
della Polizia di Stato, come insegnante, col catechismo, nel coro da
accompagnare con la mia chitarra, nell'aiuto agli studenti con i
compiti di spagnolo, nei mille risvolti della mia professione
sacerdotale. La gente poi mi cerca, c'è bisogno di sacramenti, di
umanità, di cura. Mi piacerebbe stare più tranquillo, per pregare,
per scrivere io, di mio pugno... Ci vorrebbe una vita diversa,
insomma. Ma bisogna avere pazienza, ogni cosa arriva al suo momento.
Intanto esce questo libro: un modo per ringraziare la terra di
Maremma, che con i suoi butteri e i suoi buoi, con il suo verde e i
suoi alberi, mi ha sempre fatto restare in contatto con il mio
Messico; sono molto simili, questi due territori, dal punto di vista
paesaggistico. Ho voluto (ma anche ho potuto), rendere omaggio alla
Maremma e dirle "grazie", con la collaborazione da
parte di chi professionalmente scrive da sempre e che mi ha aiutato a
conseguire questo sogno, nel servizio gratuito e nel silenzio.
...Certo, che due forestieri che parlano della Maremma, una siciliana
trapiantata in Toscana e un messicano dell'America latina, devono
proprio amare tanto questo posto, per realizzare l'impresa di
un'opera simile!"
Tìndara
Rasi
Articolo
rivisto, autorizzato e approvato in ogni sua parte da don Josè R. de
la Torre
Non si autorizza la pubblicazione di esso nè può essere revisionato o rimaneggiato per uso terzi o per ulteriori pubblicazioni che derivino da questa idea e da questi scritti. La proprietà ideativa di ogni sua parte e dell'idea di esso così strutturato e scritto, appartiene alla sottoscritta e può essere concessa, a insindacabile mio giudizio, solo dietro autorizzazione scritta.
SINOSSI DEL LIBRO
"Santi,
Beati, Venerabili ed Eremiti della terra di Maremma. Chi sono? Che
tributo di amore viene riversato loro nella devozione locale? Quanto
conosciamo delle loro fisionomie e dei loro affanni di vita? Che
esempio di santificazione e di umiltà possono fornire ad ognuno di
noi?
In
questa guida, alunni di teologia, catechisti, insegnanti di
religione, ministri parrocchiali che si occupano di formazione e
lectio divine, possono trovare utili indicazioni per
conoscerli un po' di più e per rivolgersi opportunamente ad ognuno
di loro con le proposte di letture, preghiere e canti inseriti dopo
le agiografie, e con i giochi e le schede grafiche ideate per
l'oratorio dei più giovani."
SCHEDA
LIBRO
Il
libro "La santità nella Maremma Grossetana. Santi, Beati, Venerabili, Eremiti" (ed. Effigi) di don Josè
R. De la Torre e Tindara Rasi, edito dalla Effigi, è rivolto a
tutti gli insegnanti IRC, ai catechisti, ai parroci, ai ministri
parrocchiali, ma anche a chiunque voglia conoscere la nostra terra
dal punto di vista agiografico dei Santi, Beati, Venerabili, Eremiti
di tutta la provincia di Grosseto e della religiosità specifica del
nostro territorio. Ovviamente sono stati scelti solo alcuni di loro,
senza pretesa di esaustività, quanto basta per innescare nel lettore
una sana curiosità sull'argomento evidentemente ben più esteso e
sorprendente. Tra le diocesi coinvolte dal progetto editoriale, oltre
a quella di Grosseto, anche Volterra, Massa Marittima-Piombino,
Pitigliano-Sovana-Orbetello e l'arcidiocesi di Siena-Colle Val
D'Elsa-Montalcino.
I
disegni dei Santi, Beati, Venerabili, delle persone in odore di
santità e dei semplici eremiti trattati nel testo, sono
fotocopiabili e ingrandibili, a beneficio delle insegnanti di
religione, dei catechisti e di chi si occupa di tradizioni locali da
veicolare tra i ragazzi. Le attività ludiche e i quiz, le letture
per le lectio divine e i suggerimenti per animare una liturgia, lo
rendono adatto e fruibile dagli esperti del settore parrocchiale
giovanile e liturgico. Ma il testo offre spunti generali per tutti,
anche al di fuori del territorio di Grosseto e della conoscenza
agiografica o dell'uso ecclesiale, perchè permette di ricavarne
stimoli riferibili al vissuto spirituale e al cammino di
santificazione personale che ognuno di noi è chiamato a compiere,
sull'esempio di persone vicine a noi, santificate nei nostri luoghi,
con azioni quotidiane e semplici attuate nel nostro ambiente sociale
e, chissà, persino riconducibili al tessuto genealogico che
appartiene ai maremmani di oggi, un lontano cugino, una parente...
Il
volume sarà presentato per la prima volta in veste ufficiale il 10
marzo 2017 alle ore 16.30, presso la sala Friuli della chiesa San
Francesco di Grosseto, a cura di Mario Papalini.
TINDARA
RASI
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Copyright © - opera non riproducibile senza autorizzazione dell'autrice in oggetto Tindara Rasi
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