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UN AMICO
Di Tìndara Rasi
Toc!
Toc!
Chi
bussa alla porta?
Un
Bambino....
Cosa
vorrà? “Dolcetto o scherzetto”?
Eppure
non mi sembra vestito di zucche, di teschi e di nero mortifero.
Mi
sembra piccolo, infreddolito...luminoso...
In
questa notte di buio e di paura, rischiara tutta la viuzza di fronte a casa
nostra, con la sua LUCE.
Non
mi sta chiedendo dolcetti. Non
mi
chiede nulla: mi dà. Mi
porge delle figure, delle immagini, come quelle delle figurine delle
squadre di calcio. Li guardo.
Che belli! Che inaspettato
regalo! Tutti chiedono… lui mi regala… E quante fotografie che
ha! Quanti volti! ...Chi
sono?
Ci
sediamo sugli scalini esterni
del pianerottolo e
mi inizia a raccontare di una certa Maria,
Chiara, Edith,
Teresa, Giovanni della Croce, Paolo, Giuseppe,
Carlo,
Francesco...
Non dice “All hallow’s eve”, parla invece di Ognissanti e di Giorno
dei Morti… ma con un sorriso bello.... citando i suoi nonni Gioacchino e Anna, che
lo proteggono da lassù... citando
nomi su nomi… quanti!!!!!!
Mentre
mi parla, molte cose non le capisco, e incalzo con le domande. Alla
fine, siccome è notte, e ci interrompono in
continuazione sfilando
intorno a noi con ceste e sacchetti pieni di dolciumi, noiosamente
litanianti
"dolcetto ...scherzetto?", decido di farlo entrare in casa.
Ha bussato al portone un mio amico, e voglio stare in sua compagnia,
stanotte, mentre mi racconta di quei suoi amici Santi che lo aiutano
da lassù e che gli indicano, con il loro esempio, la strada da
seguire; e mentre continua a parlarmi di affetti che stanno già in
cielo, ma che sente vicini, accanto a lui, sempre... Mi
piace come parla:
racconta tutto
con
gioia, con allegria, con fiducia, non certo con la tristezza di chi
sente solo il dolore per la morte di un parente o un amico. Piano
piano, la mia stanzetta si riempie di
briciole
della nostra cena fatta insieme, delle
nostre
risate, della
nostra
allegria. Una gioia, la Sua, che mi contagia! Rido a crepapelle, sono
felice, e mi sto divertendo un sacco, con Lui!
Poi,
quando ci viene sonno, ci separiamo. Va via, abbracciandomi e
ringraziandomi per avergli aperto la porta. … Lui
ringrazia me??!!
Solo
dopo diverso tempo, rannicchiato e felice al calduccio nel mio letto,
mi sovviene una curiosità. Non gli ho chiesto come si chiamava...
.....Ma…
credo, di saperlo
già.…
(T.R.)
05.10.2017
«Ecco,
sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la
porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20).

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