giovedì 5 ottobre 2017


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UN AMICO
Di Tìndara Rasi


Toc! Toc!
Chi bussa alla porta?
Un Bambino....
Cosa vorrà? “Dolcetto o scherzetto”? Eppure non mi sembra vestito di zucche, di teschi e di nero mortifero.
Mi sembra piccolo, infreddolito...luminoso...
In questa notte di buio e di paura, rischiara tutta la viuzza di fronte a casa nostra, con la sua LUCE.
Non mi sta chiedendo dolcetti. Non mi chiede nulla: mi dà. Mi porge delle figure, delle immagini, come quelle delle figurine delle squadre di calcio. Li guardo. Che belli! Che inaspettato regalo! Tutti chiedono… lui mi regala… E quante fotografie che ha! Quanti volti! ...Chi sono?
Ci sediamo sugli scalini esterni del pianerottolo e mi inizia a raccontare di una certa Maria, Chiara, Edith, Teresa, Giovanni della Croce, Paolo, Giuseppe, Carlo, Francesco... Non dice All hallow’s eve”, parla invece di Ognissanti e di Giorno dei Morti… ma con un sorriso bello.... citando i suoi nonni Gioacchino e Anna, che lo proteggono da lassù... citando nomi su nomi… quanti!!!!!!
Mentre mi parla, molte cose non le capisco, e incalzo con le domande. Alla fine, siccome è notte, e ci interrompono in continuazione sfilando intorno a noi con ceste e sacchetti pieni di dolciumi, noiosamente litanianti "dolcetto ...scherzetto?", decido di farlo entrare in casa. Ha bussato al portone un mio amico, e voglio stare in sua compagnia, stanotte, mentre mi racconta di quei suoi amici Santi che lo aiutano da lassù e che gli indicano, con il loro esempio, la strada da seguire; e mentre continua a parlarmi di affetti che stanno già in cielo, ma che sente vicini, accanto a lui, sempre... Mi piace come parla: racconta tutto con gioia, con allegria, con fiducia, non certo con la tristezza di chi sente solo il dolore per la morte di un parente o un amico. Piano piano, la mia stanzetta si riempie di briciole della nostra cena fatta insieme, delle nostre risate, della nostra allegria. Una gioia, la Sua, che mi contagia! Rido a crepapelle, sono felice, e mi sto divertendo un sacco, con Lui!
Poi, quando ci viene sonno, ci separiamo. Va via, abbracciandomi e ringraziandomi per avergli aperto la porta. … Lui ringrazia me??!!
Solo dopo diverso tempo, rannicchiato e felice al calduccio nel mio letto, mi sovviene una curiosità. Non gli ho chiesto come si chiamava...

.....Ma… credo, di saperlo già.…
(T.R.)
05.10.2017


«Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20).

Copyright © - opera non riproducibile senza autorizzazione dell'autrice in oggetto Tindara Rasi

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