IMPARARE
A DISEGNARE
tra pattern, carta forno e dettato "grafico"
tra pattern, carta forno e dettato "grafico"
di
Tindara Rasi
Ci
sono vari modi per imparare a disegnare. Si può procedere per
esecuzione spontanea, dallo scarabocchio all'acquisizione di un
proprio stile personale, con totale libertà grafico-espressiva,
senza avere come obiettivo l'apprendere a disegnare, ma l'atto
creativo, la poiesi in sé. Oppure, si può iniziare da un processo
di educazione che attui l'imitazione tra pari o da adulti a bambini:
apprendo, perché lo vedo fare ad altri e provo ad imitarli in questa
arte grafica, mettendomi al fianco.
Ma un metodo sicuramente efficace, è quello che passa dalla "stabilizzazione" dell'impugnatura alla stabilizzazione del tratto grafico. Il potenziamento della motricità fine e della coordinazione oculo-manuale, è alla base di tale processo, attenuante anche della disgrafia lieve.
Per fare ciò, è necessario partire dalla solidità di chi "guida" la mano che disegna, in modo da dare confine e precisione al bambino, senza che si concentri troppo su questi aspetti, prediligendo invece una maggiore attenzione verso la corretta impugnatura, la risultanza visiva gratificante dell'atto e la grafomotricità terapica.
Ma un metodo sicuramente efficace, è quello che passa dalla "stabilizzazione" dell'impugnatura alla stabilizzazione del tratto grafico. Il potenziamento della motricità fine e della coordinazione oculo-manuale, è alla base di tale processo, attenuante anche della disgrafia lieve.
Per fare ciò, è necessario partire dalla solidità di chi "guida" la mano che disegna, in modo da dare confine e precisione al bambino, senza che si concentri troppo su questi aspetti, prediligendo invece una maggiore attenzione verso la corretta impugnatura, la risultanza visiva gratificante dell'atto e la grafomotricità terapica.
STENCIL
Si inizia, pertanto, utilizzando stencils o mascherine di plastica, in vendita in tutti i siti per scuola d'infanzia. Grazie agli stencils, per gli alunni è semplice "realizzare" un disegno. I primi stencils da utilizzare sono quelli aventi forme tonde o a spirali come quella di Archimede o la logaritmica policentrica; successivamente si passerà a immagini con le linee dritte, come triangoli, quadrati, case, ecc.; infine, si arriverà all'uso di stencils dalla sagoma più articolata e complessa.
Adagiando lo stencil su un foglio, è possibile ottenere tramite una matita appuntita o un pennarello fine, l'immagine corrispondente. Lo stencil deve essere fissato bene o trattenendolo con la mano, o attaccandolo sul foglio sottostante per mezzo di scotch o puntine. L'uso più appropriato prevede inizialmente stencils con intagli di grande dimensioni, a tutta pagina, possibilmente raffiguranti un unico disegno, meglio se geometrico o astratto. I disegni prodotti sulla carta possono poi essere "seguiti" con le dita, o tramite cotton fioc, legnetti, bastoncini dei gelati, ecc, favorendo una prima attività di pregrafismo. Gli stessi disegni possono essere riprodotti liberamente dai bambini sul materiali come la sabbia, o vi possono essere adagiati sopra tappi, semi grossi o sassolini, in sequenza ordinata sulla linea tracciata in precedenza. Ciò agevola soprattutto l'attivazione del ragionamento sequenziale, spaziale e logico-matematico.
Si inizia, pertanto, utilizzando stencils o mascherine di plastica, in vendita in tutti i siti per scuola d'infanzia. Grazie agli stencils, per gli alunni è semplice "realizzare" un disegno. I primi stencils da utilizzare sono quelli aventi forme tonde o a spirali come quella di Archimede o la logaritmica policentrica; successivamente si passerà a immagini con le linee dritte, come triangoli, quadrati, case, ecc.; infine, si arriverà all'uso di stencils dalla sagoma più articolata e complessa.
Adagiando lo stencil su un foglio, è possibile ottenere tramite una matita appuntita o un pennarello fine, l'immagine corrispondente. Lo stencil deve essere fissato bene o trattenendolo con la mano, o attaccandolo sul foglio sottostante per mezzo di scotch o puntine. L'uso più appropriato prevede inizialmente stencils con intagli di grande dimensioni, a tutta pagina, possibilmente raffiguranti un unico disegno, meglio se geometrico o astratto. I disegni prodotti sulla carta possono poi essere "seguiti" con le dita, o tramite cotton fioc, legnetti, bastoncini dei gelati, ecc, favorendo una prima attività di pregrafismo. Gli stessi disegni possono essere riprodotti liberamente dai bambini sul materiali come la sabbia, o vi possono essere adagiati sopra tappi, semi grossi o sassolini, in sequenza ordinata sulla linea tracciata in precedenza. Ciò agevola soprattutto l'attivazione del ragionamento sequenziale, spaziale e logico-matematico.
Questo
primo processo grafico che trasferisce la sagoma dello stencil
su carta, serve a stabilizzare l'impugnatura del lapis, la pressione
del tratto usato per "trasferire" il disegno sul foglio, e
la posizione del polso quando si usano materiali non strutturati
(sabbia, bastoncini, tappi, ecc.),. Si passa alla fase successiva,
lasciando spazio e tempo per divertirsi con questo primo approccio
anche tramite momenti di puro scarabocchio non strutturato, derivante
comunque dall'uso degli stencils.
CARTA
TRASPARENTE O CARTA FORNO, E PATTERNS
Nella seconda fase, dopo aver prodotto adeguati patterns grafici, derivati dagli stencils, si inizia a disegnare su questi stessi patterns, ricalcando a mano libera tramite materiali che facciano da interfaccia. In particolare, per fare ciò, possono essere utilizzati o album di carta trasparente o carta forno.
Nella seconda fase, dopo aver prodotto adeguati patterns grafici, derivati dagli stencils, si inizia a disegnare su questi stessi patterns, ricalcando a mano libera tramite materiali che facciano da interfaccia. In particolare, per fare ciò, possono essere utilizzati o album di carta trasparente o carta forno.
Il
procedimento, in questo caso è meno "costrittivo",
lasciato alla libera fluidità grafica e al libero movimento del
polso. Si adagia il pattern,
cioè il disegno considerato matrice o generatrice degli altri, sul
tavolo, fissandolo con puntine o con nastro adesivo o tenendolo molto
fermo con la mano. Sopra questo pattern,
che può essere anche una forma geometrica in successione, un ritmo
di pentagoni e triangoli, una serie di ovoli e spirali, oppure un
grosso disegno dalle linee semplici e poco articolate, si adagia il
foglio di carta trasparente o la carta forno. Anche in questo caso,
sarebbe meglio tenere fermi i fogli, con gli accorgimenti già
descritti per la base cartacea. Non ci saranno le "spondine"
degli stencils
di plastica a contenere il movimento della mano, ma il disegno potrà
essere ricalcato con maggiore fluidità motoria sulla base di quello
sottostante tratteggiato nel cartoncino. Sollevando il foglio di
carta trasparente o carta da forno, sarà possibile vedere in
controluce il risultato ottenuto. Successivamente, ogni alunno/a
potrà provare a riprodurre da solo/a, senza ausilio del pattern
sottostante,
il disegno, avendo già acquisito anche una maggiore sicurezza
nell'esecuzione. La memoria corporeo-cinestetica aiuterà a rifare il
modello abbastanza fedelmente all'originale, proprio perchè lo si è
appena eseguito.
Man mano che si acquisisce questa abilità, sarà possibile, da parte degli alunni, creare dei disegni liberi, cioè delle matrici assolutamente originali, disegnandole su cartoncini o fogli da lasciare a disposizione per i bambini meno esperti, i quali, a loro volta, potranno usarli come base da ricalcare con i fogli trasparenti o carta forno.
Man mano che si acquisisce questa abilità, sarà possibile, da parte degli alunni, creare dei disegni liberi, cioè delle matrici assolutamente originali, disegnandole su cartoncini o fogli da lasciare a disposizione per i bambini meno esperti, i quali, a loro volta, potranno usarli come base da ricalcare con i fogli trasparenti o carta forno.
DETTATO
GRAFICO
L'ultima parte della propedeutica al disegno, quando cioè si è giunti al saper disegnare autonomamente, prevede l'attivazione guidata dell'intelligenza visiva e dell'intelligenza corporeo-cinestetica, tramite i cosiddetti "dettati grafici". Se si vuole attivare attenzione e concentrazione, si usa il "dettato verbale", chiedendo a voce cosa devono disegnare, secondo una procedura sequenziale: ora disegna una casa al centro del foglio, poi sul lato destro in alto, un sole. Ma il "dettato grafico" è soprattutto quello alla lavagna: che sia una L.I.M., o una lavagna luminosa, o una magnetica con relativo pennarello acchiappacalamita, o quella tradizionale con gessi, o ancora una lavagna a grandi fogli mobili, poco importa. In questo caso, si chiederà ad un/a bambino/a tutor, o verrà tratteggiato da parte delle insegnanti, cosa gli altri dovranno fare, eseguendo l'attività per primi su qualsiasi grossa superficie ove sia possibile disegnare, avendo cura che sia frontale agli altri bambini in modo che tutti possano vedere cosa viene riprodotto in essa. Il "dettato grafico" non si avvale esclusivamente di spiegazioni verbali, ma usa principalmente quelle iconiche, infatti, eseguite, "proiettate" secondo una certa sequenza nei muri. Si possono usare infatti anche veri proiettori o inviare sequenze di immagini alla L.I.M. oppure riprodurre video modeling preconfezonati con le fasi spiegate; ma più semplicemente si può disegnare "dettando" i passaggi frontalmente in grandi superfici ben visibili a tutti. La successione delle operazioni richieste, è importante, e prepara anche alle sequenze logiche del coding o della logica in generale. I disegni proposti dal tutor o dalle insegnanti, dovranno essere essenziali e molto stilizzati. L'esecuzione dovrà seguire una efficace sequenza logica, soprattutto nelle prime fasi dell'apprendimento grafico. Un esempio classico è quello del disegno del sole: per farlo, prima si disegna il cerchio, poi i raggi lunghi, poi i raggi corti. Successivamente, acquisendo manualità, spazialità e sicurezza fino-motoria, se al centro della lavagna viene tracciata una casa in assonomia dimetrica cavaliera a 45 gradi, gli altri bambini dovranno fare altrettanto, rispettando lo spazio sul foglio, ma disegnando però la casa in maniera autonoma e soprattutto originale, in base alla propria capacità grafico-pittorica acquisita. Ognuno di loro avrà la possibilità di utilizzare il materiale che più predilige, e potrà dunque disegnare con pennarelli, con matite colorate, con cere, con gessetti, con pennelli e tempere; ma soprattutto, potrà disegnare una casa come meglio riesce, come meglio preferisce, graficamente complessa o a sua volta stilizzata, oppure dai colori fantasiosi, o ancora con i tratti fermi, lineari, o infine curvi e arzigogolati. In questo ultimo atto, nasce la vera produzione grafica e si sviluppa la vera creatività espressiva.
L'ultima parte della propedeutica al disegno, quando cioè si è giunti al saper disegnare autonomamente, prevede l'attivazione guidata dell'intelligenza visiva e dell'intelligenza corporeo-cinestetica, tramite i cosiddetti "dettati grafici". Se si vuole attivare attenzione e concentrazione, si usa il "dettato verbale", chiedendo a voce cosa devono disegnare, secondo una procedura sequenziale: ora disegna una casa al centro del foglio, poi sul lato destro in alto, un sole. Ma il "dettato grafico" è soprattutto quello alla lavagna: che sia una L.I.M., o una lavagna luminosa, o una magnetica con relativo pennarello acchiappacalamita, o quella tradizionale con gessi, o ancora una lavagna a grandi fogli mobili, poco importa. In questo caso, si chiederà ad un/a bambino/a tutor, o verrà tratteggiato da parte delle insegnanti, cosa gli altri dovranno fare, eseguendo l'attività per primi su qualsiasi grossa superficie ove sia possibile disegnare, avendo cura che sia frontale agli altri bambini in modo che tutti possano vedere cosa viene riprodotto in essa. Il "dettato grafico" non si avvale esclusivamente di spiegazioni verbali, ma usa principalmente quelle iconiche, infatti, eseguite, "proiettate" secondo una certa sequenza nei muri. Si possono usare infatti anche veri proiettori o inviare sequenze di immagini alla L.I.M. oppure riprodurre video modeling preconfezonati con le fasi spiegate; ma più semplicemente si può disegnare "dettando" i passaggi frontalmente in grandi superfici ben visibili a tutti. La successione delle operazioni richieste, è importante, e prepara anche alle sequenze logiche del coding o della logica in generale. I disegni proposti dal tutor o dalle insegnanti, dovranno essere essenziali e molto stilizzati. L'esecuzione dovrà seguire una efficace sequenza logica, soprattutto nelle prime fasi dell'apprendimento grafico. Un esempio classico è quello del disegno del sole: per farlo, prima si disegna il cerchio, poi i raggi lunghi, poi i raggi corti. Successivamente, acquisendo manualità, spazialità e sicurezza fino-motoria, se al centro della lavagna viene tracciata una casa in assonomia dimetrica cavaliera a 45 gradi, gli altri bambini dovranno fare altrettanto, rispettando lo spazio sul foglio, ma disegnando però la casa in maniera autonoma e soprattutto originale, in base alla propria capacità grafico-pittorica acquisita. Ognuno di loro avrà la possibilità di utilizzare il materiale che più predilige, e potrà dunque disegnare con pennarelli, con matite colorate, con cere, con gessetti, con pennelli e tempere; ma soprattutto, potrà disegnare una casa come meglio riesce, come meglio preferisce, graficamente complessa o a sua volta stilizzata, oppure dai colori fantasiosi, o ancora con i tratti fermi, lineari, o infine curvi e arzigogolati. In questo ultimo atto, nasce la vera produzione grafica e si sviluppa la vera creatività espressiva.
ESTENSIONI
OUTDOOR
In scuole dove è possibile recarsi all'esterno in totale sicurezza, si può anche pensare ad attività outdoor, facendo mettere a cerchio i bambini sull'asfalto o sul cemento e, grazie al dettato grafico di un bambino messo al centro del gruppo, far disegnare con i gessetti, dei graffiti dettati o dei disegni effimeri nel tipico stile Street Art dei madonnari, oggi definita arte dello "3street painter" oppure del "pavement drawer". Il disegno ottenuto, sarà di breve durata, ma avrà dato intanto la possibilità ad ogni bambino di rafforzare il polso su una superficie meno liscia di un foglio, e avrà soprattutto fornito la possibilità di non fissarsi sul contenuto finale, ma sul divertimento dell'atto creativo e sulla spontaneità ludico-grafica che non condiziona i processi immaginifici, ma li avvalora invece, in affianco contestuale ad abilità e competenze pratico-didattiche di strategica importanza nella scuola d'infanzia.
In scuole dove è possibile recarsi all'esterno in totale sicurezza, si può anche pensare ad attività outdoor, facendo mettere a cerchio i bambini sull'asfalto o sul cemento e, grazie al dettato grafico di un bambino messo al centro del gruppo, far disegnare con i gessetti, dei graffiti dettati o dei disegni effimeri nel tipico stile Street Art dei madonnari, oggi definita arte dello "3street painter" oppure del "pavement drawer". Il disegno ottenuto, sarà di breve durata, ma avrà dato intanto la possibilità ad ogni bambino di rafforzare il polso su una superficie meno liscia di un foglio, e avrà soprattutto fornito la possibilità di non fissarsi sul contenuto finale, ma sul divertimento dell'atto creativo e sulla spontaneità ludico-grafica che non condiziona i processi immaginifici, ma li avvalora invece, in affianco contestuale ad abilità e competenze pratico-didattiche di strategica importanza nella scuola d'infanzia.
LABORATORIO
IN UN'OTTICA "FLIPPED CLASSROOM"
Su
un blog, creato tramite il software Google Sites, sono stati
informati i genitori sia prima che dopo l'esecuzione di un'attività
di laboratorio con carta forno o carta trasparente, denominata "Per
imparare a disegnare". Su questo blog di Google Sites sono state
pubblicate due pagine, una con i documenti preparatori, secondo la
metodologia Flipped Classroom, l'altra con i risultati ottenuti alla
fine del laboratorio. I genitori coinvolti, e gli stessi alunni,
hanno potuto visionare così alcune presentazioni tramite il tool
"Emaze", caricate preventivamente dall'insegnante. Si è
trattato di presentazioni brevissime e semplici, adatte soprattutto
alle capacità attentive dei bambini e ai loro tempi di ricezione
effettivi. Tramite l'uso di questi tools, è stato inizialmente
richiesto ai genitori di portare il materiale (carta forno o carta
trasparente, ed eventualmente un lapis preferito dai loro figli),
specificando i tempi richiesti entro i quali farlo. La presentazione,
in questo primo caso, era da vedere insieme, genitori e figli, quasi
in funzione di registro online.
Il
secondo video di presentazione, invece, principalmente rivolto agli
alunni, poteva essere pre-visionato a casa con l'aiuto dei genitori,
ma anche riproposto dalle insegnanti in aula poco prima
dell'attivazione del laboratorio. In questo caso, tramite il video
del tool,
sono stati presentati i passaggi che di lì a poco gli alunni
avrebbero dovuto eseguire, e specificato perchè gli veniva richiesto
di fare quella attività, cosa si voleva potenziare e ottenere alla
fine della performance.
Il
compito finale di realtà, svolto in aula secondo una modalità
individuale next-to-me (un bambino dopo l'altro, non in gruppo,
seguito passo passo dall'insegnante), è stato filmato sia per una autovalutazione olistica (come si vede lo stesso alunno, riguardando il filmato), che per una eterovalutazione (come mi vedono i genitori, come mi vede l'insegnante).
Alla
fine della giornata, in una presentazione conclusiva, è stato
caricato su Google Sites un esempio tramite video e foto,
dell'attività svolta. Anche in questo caso, dunque, sia i genitori
che gli alunni, hanno potuto vedere cosa era stato fatto in aula e i
risultati ottenuti, riferibili alla Competenza Chiave Europea
"Imparare ad imparare".
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