Tìndara Rasi
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Si è da poco conclusa la Divina Liturgia in rito Greco-Cattolico ucraino, presso la parrocchia San Giuseppe di Grosseto. Ha celebrato il vescovo e visitatore apostolico Dionisio Lachovicz e il vescovo toscano Rodolfo Cetoloni. La cerimonia, iniziata alle 15.00, si è conclusa alle 16.30. Monsignor Lachovich ha ringraziato tutti per la possibilità offerta, dicendo che la parrocchia del San Giuseppe in via Sauro rappresenta ormai, per la comunità ucraina di Grosseto, una casa dove chi è lontano dalla propria terra di origine, trova amicizia, accoglienza e conforti spirituali. Ha sottolineato inoltre, che non bisogna dimenticare la propria identità etnica e culturale, ma bisogna impegnarsi per una maggiore conoscenza reciproca, favorendo la "cultura dell'incontro". La terra di Ucraina è martoriata da una guerra silenziosa e pressochè sconosciuta, ma in questo lembo di Grosseto, come dice la Divina Liturgia Greco-cattolica "il cielo scende sulla terra e noi così ci possiamo elevare al cielo. E questo perchè tutti siamo immersi nel mistero e nello spazio sacro." La liturgia ortodossa sottolinea ogni passaggio liturgico con canti e inni e ciò, ha aggiunto il vescovo ucraino "sostituisce il silenzio. Un momento distintivo della liturgia orientale è l'epiclesi: chiediamo dunque che lo Spirito scenda su di noi e benedica le nostre vite e le nostre offerte". La liturgia si è conclusa tra i ringraziamenti personalizzati di don Vitaliy Perih, che è il parroco ucraino al quale è affidata la comunità di stranieri presso la parrocchia di San Giuseppe. Nel salone parrocchiale un banchetto con abbondanza di proposte gastronomiche multietniche e di cibi tradizionali ucraini, ha chiuso la serata di festa. Prossimo appuntamento con la comunità ucraina il 27 gennaio, a conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, quando verrà celebrata una Messa apposita presso la chiesa della Misericordia e, sempre nello stesso giorno, alle ore 17, verrà effettuato in Duomo un incontro, aperto a tutti, dal titolo: "Ucraina: la sofferenza e le ferite aperte di una nazione martire".
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