venerdì 5 ottobre 2018


    ACCOGLIENZA E ALLESTIMENTI
    di Tìndara Rasi Copyright © 
    La prima tappa di ogni adeguata accoglienza prevede uno screening iniziale per conoscere il “capitale umano” dei bambini, cioè le loro capacità iniziali, le loro skills di base e i loro talenti potenziabili. La seconda tappa imprescindibile è sempre quella di individuare spazi fisici e temporali per le attività, e di allestire gli ambienti in base alla progettazione annuale, pensando a migliorare il benessere ambientale. Per percepire positivamente l’ambiente scolastico è necessario infatti starci bene, come a casa propria (in mindfulness). Nei primi mesi dunque, soprattutto per i piccolissimi, più che a richieste grafiche immediate o ad attività cooperative/operative, dovrebbe essere data importanza alla predisposizione di un ambiente salubre che favorisca la nascita di gruppi cooperativi e lavorativi come successiva “conseguenza naturale” (Montessori) nel benessere più totale. Ma come fare?
  • CONTESTO DI APPRENDIMENTO INIZIALE
Seguendo i suggerimenti di tutti I più moderni sistemi educativi e soprattutto anche delle cosidette “Avanguardie Educative”, è consigliabile che l’aula di una Scuola d’Infanzia abbia sperimentalmente l’aspetto di una casa/zona affettiva in cui soggiornare comodamente, con larghi spazi, settori aperti e minimalisti. Per i vari momenti di attività e laboratori misti, dovrebbero dunque essere pensati setting senza spigolature sufficientemente organizzati, trasformabili, dinamici, scevri da soluzioni stabili e fisse, adatti ad una rapida flessibilità funzionale. Le zone dei laboratori dovrebbero essere adattati in modo da garantire l’emancipazione e l’autonomia personale degli alunni, con materiali, oggetti, giochi e mobilio rigorosamente ad altezza bambino. Il resto della sezione è sempre opportuno che sia inizialmente progettato volutamente “vuoto” da tutto ciò che appare ridondante, e de-costruito a priori. L’aula così strutturata, potrà fungere efficacemente da mediatore affettivo per il bambino che lascia per la prima volta la sua tana-nido-casa, garantendogli di ritrovarsi in una stanza comunque familiare e di ampio respiro, con spazi vitali ossigenanti, “costruibile” su misura per sè, in una comunità d’insieme, lasciando alle maestre il ruolo di scaffolding e next-to-me decentrato.


PROGETTO DI UN’AULA PENSANDO AL BENESSERE DEGLI ALUNNI
In aula è opportuno creare uno spazio atelieristico fisso che rappresenterà la “Piazza” (così chiamata dalla Reggio Children-Malaguzzi) o “Agorà” (per il Senza Zaino), o ancora il salotto di casa montessoriano, dove in modalità plenaria dialogata si proporrà il calendario delle presenze, del tempo meteorologico e delle emozioni; dove si discuterà delle proposte didattiche quotidiane; dove in debate verranno risolte conflittualità e condivise modalità. Questo spazio potrà essere usato per attività silenziose (lettura di libri, momenti di relax, attività esperienziali a piccoli gruppi) e non di gioco rumoroso. Nel caso preso in esempio, riguardante una progettazione sulle api regine e le api in generale, il suo allestimento potrebbe essere quadrangolare o esagonale (riprendendo la cella di un’ape), e avere come corredo info-grafico il calendario di sezione con api e violette (o altri fiori) disposti ad altezza bambino, un albero tridimensionale o bidimensionale, e altri materiali e oggetti che possano rappresentare visivamente la cella più importante, quella dell’Ape Regina, quando invita a raccolta le sue api.
In aula, dovranno essere pensati anche ampi spazi liberi per l’utilizzo di tavoli luminosi, proiettori a muro e i strumenti informatici e robotici, prendendo come riferimento spunti dalla Reggio Children-Loris Malaguzzi (ambienti estremamente naturali misti a scelte educative STEM).
Per mantenere un “clima” perennemente naturale, affettivo, semplice, come scelta metodologica a lungo tempo l’ambiente dovrebbe poi mantenere fisso l’allestimento tridimensionale e cartellonistico agganciato strettamente al progetto annuale (es, se si stila un progetto sulle api, l’aula dovrà essere allestita piano piano fino a diventare una sorta di alveare virtuale, con cartelloni e arredi monotematici, eliminando tutto il resto che esula da questo sfondo integratore). La grafica dovrà sempre essere colorata e gradevole rappresentativa della scelta tematica progettuale dell’anno, ri-creando il più fedelmente possibile un climax protettivo e naturale a misura di bambino.
Solo saltuariamente, e dietro preventiva preparazione e spiegazione didattica-esperienziale, verranno attaccati alle pareti ulteriori cartelloni procedurali o mobiles per le festività (Natale, Carnevale, ecc.). In questo caso si dovrebbero creare esclusivamente grandi ed esemplificativi “quadri di casa”, secondo i suggerimenti della metodologia Montessoriana (Educazione alla libertà dell’individuo; e Ambienti che si rifacciano alla casa di famiglia) e quella della Scuola Senza Zaino (uso di pannelli procedurali “riquadrati”). Per evitare il sovraccarico di stimoli visivi, oltre a progettare allestimenti iconografici grandi, essenziali e minimi, in modo da aiutare gli alunni a fissare l’attenzione senza distrazioni, si avrà cura di eliminare dalla vista anche tutto ciò che è stereotipato, ridondante e dunque poco creativo per le intelligenze di Gardner, tipico invece delle aule tradizionali (cristall, cioè buste traforate di plastica, con fogli appesi in sequenza alle pareti alte o su fili tesi, molto spesso proiezionismo esibizionistico soltanto delle insegnanti “affaccendate”; sarebbe più opportuno un pannello basso, dove ogni bimbo attacca personalmente ì propri lavori liberi più belli, anzicchè la ridondanza stereotipata di schede tutte identiche che squilibrano la naturalezza di stanze aventi funzione pedagogica e non certo di essere trasformate in sale museo espositive, ecc.). I pannelli murali, funzionali a procedure o a report cartellonati sulla conclusione di uno step dei moduli o delle unità di apprendimento conclusi, ma non vi sarà sovraccario espositivo nemmeno di essi, mantenendo una pulizia delle pareti come a casa propria, esemplificativa di un ambiente curato e ordinato.


AREA MENTALE LUDICA E PALESTRA
Per quanto riguarda le varie attività psicomotorie e ludiche, esse dovrebbero prevedere azioni/giochi liberi per costruire nella mente del bambino un reale pensiero-gioco. In questo caso, sarebbe necessario minimizzare al massimo spazi fisici da ludoteca precostituiti, e soprattutto eliminare giochi propinati in aula in eccessive quantità, senza naturalezza creativa e “ambientale”. Gli unici “confini” strutturali/mentali dovrebbero essere quelli mobiliari: vani e cassettiere sempre fissi per i propri disegni personali, mobili per i libri, scatole basse per i giochi e i materiali classificabili, ecc. Questi potranno essere mantenuti inalterati per tutto l’anno. Per agevolare movimenti sicuri sia nelle attività di gioco libero che durante le attività didattiche, nello spazio-aula, essi non intralceranno gli spazi e i passi, ma saranno dislocati in assetto lineare, strutturando setting mentali e laboratoriali senza angoli. La creatività sia di azioni fisiche che ludiche, ne verrà sicuramente beneficiata.
In presenza di aule piccole o sovraccariche di materiali che appare impossibile eliminare, le attività dovrebbero essere spostate in zone ad ampio respiro come giardini e palestra, soprattutto quelle psicomotorie, quelle coreutiche e musicali, e quelle robotiche (es. con l’ausilio di Bee-bot e di altri materiali specifici per i percorsi coding a pavimento).


AMBIENTI NATURALI, ORTI E GIARDINI
Infine, sempre secondo gli spunti delle Avanguardie Educative (Indire), tramite una efficace “Didattica per scenari dentro/fuori la scuola” (Indire), dovrebbe essere prevista la realizzazione di un ambiente naturale, richiedendo eventuale collaborazione di genitori, nonni e aziende o agenzie territoriali in partnerariato. Le possibili soluzioni potrebbero essere:
- un piccolo orto in giardino con grano, prezzemolo, ecc; oppure vasi di violette mammole/o di altri fiori e piante in aula;
- zone di micro giardino-zen suggeriti anche dalla metodologia didattica Bruno Munari, ricreando o karesunsai giapponesi, cioè giardini secchi fatti in teglie o bacinelle con materiali naturali come sabbia, rami, chicchi e pietre, se il progetto potrebbe essere realizzato solo in aula; oppure, se realizzato esternamente nel giardino scolatico, Yuan Garden cinesi con aggiunta di piccoli stagni d’acqua, importantissimi nello scenario dello Yuan Garden, e di altri elementi (piante e fiori, montagne artificiali di terra, ponticelli, sassi scolpiti, bonsai, ecc).
Anche la presenza di animali di compagnia all’interno della scuola, è sempre consigliabile (in molte Scuole Senza Zaino sono presenti i gatti, con la collaborazione della “gattare” comunali certificate).
Copyright © Tìndara Rasi

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