- CONTESTO DI APPRENDIMENTO INIZIALE
ACCOGLIENZA
E ALLESTIMENTI
di Tìndara Rasi Copyright ©
di Tìndara Rasi Copyright ©
La
prima tappa di
ogni adeguata accoglienza prevede
uno
screening
iniziale
per conoscere il “capitale umano” dei bambini, cioè le loro
capacità iniziali, le loro skills
di base e i loro talenti potenziabili. La
seconda tappa imprescindibile è sempre quella
di individuare
spazi fisici e temporali per le attività, e di
allestire gli ambienti in base alla progettazione annuale, pensando
a
migliorare il benessere ambientale. Per percepire positivamente
l’ambiente scolastico è necessario infatti starci bene, come a
casa propria
(in
mindfulness).
Nei
primi mesi dunque,
soprattutto
per i piccolissimi, più
che a
richieste grafiche immediate o ad
attività cooperative/operative, dovrebbe
essere data importanza
alla predisposizione di un
ambiente salubre
che favorisca la nascita di gruppi cooperativi e
lavorativi
come successiva
“conseguenza naturale” (Montessori) nel
benessere più totale.
Ma
come fare?
Seguendo
i suggerimenti di tutti I più moderni sistemi educativi e
soprattutto anche delle cosidette “Avanguardie Educative”, è
consigliabile che l’aula di una Scuola d’Infanzia abbia
sperimentalmente l’aspetto di una casa/zona affettiva in cui
soggiornare comodamente, con larghi spazi, settori aperti e
minimalisti. Per i vari momenti di attività e laboratori misti,
dovrebbero dunque essere pensati setting senza
spigolature sufficientemente organizzati, trasformabili, dinamici,
scevri da soluzioni stabili e fisse, adatti ad una rapida
flessibilità funzionale. Le zone dei laboratori dovrebbero essere
adattati in modo da garantire l’emancipazione e l’autonomia
personale degli alunni, con materiali, oggetti, giochi e mobilio
rigorosamente ad altezza bambino. Il resto della sezione è sempre
opportuno che sia inizialmente progettato volutamente “vuoto” da
tutto ciò che appare ridondante, e de-costruito a priori. L’aula
così strutturata, potrà fungere efficacemente da mediatore
affettivo per il bambino che lascia per la prima volta la sua
tana-nido-casa, garantendogli di ritrovarsi in una stanza comunque
familiare e di ampio respiro, con spazi vitali ossigenanti,
“costruibile” su misura per sè, in una comunità d’insieme,
lasciando alle maestre il ruolo di scaffolding
e next-to-me
decentrato.
PROGETTO
DI UN’AULA PENSANDO AL BENESSERE DEGLI ALUNNI
In
aula è opportuno creare uno spazio atelieristico fisso che
rappresenterà la “Piazza” (così chiamata dalla Reggio
Children-Malaguzzi) o “Agorà” (per il Senza Zaino), o
ancora il salotto di casa montessoriano, dove in modalità plenaria
dialogata si proporrà il calendario delle presenze, del tempo
meteorologico e delle emozioni; dove si discuterà delle proposte
didattiche quotidiane; dove
in debate verranno
risolte conflittualità e condivise modalità. Questo spazio potrà
essere usato per attività silenziose (lettura di libri, momenti di
relax, attività esperienziali a piccoli gruppi) e non di gioco
rumoroso. Nel caso preso in esempio, riguardante una progettazione
sulle api regine e le api in generale, il suo allestimento potrebbe
essere quadrangolare o esagonale (riprendendo la cella di un’ape),
e avere come corredo info-grafico il calendario di sezione con
api e violette (o altri fiori) disposti ad altezza bambino, un albero
tridimensionale o bidimensionale, e altri materiali e oggetti che
possano rappresentare visivamente la cella più importante, quella
dell’Ape Regina, quando invita a raccolta le sue api.
In
aula, dovranno essere pensati anche ampi spazi liberi per l’utilizzo
di tavoli luminosi, proiettori a muro e i strumenti informatici e
robotici, prendendo come riferimento spunti dalla
Reggio Children-Loris Malaguzzi (ambienti estremamente naturali misti
a scelte educative STEM).
Per
mantenere un “clima” perennemente naturale, affettivo, semplice,
come scelta metodologica a lungo tempo l’ambiente dovrebbe poi
mantenere fisso l’allestimento tridimensionale e cartellonistico
agganciato strettamente al progetto annuale (es, se si stila un
progetto sulle api, l’aula dovrà essere allestita piano piano fino
a diventare una sorta di alveare virtuale, con cartelloni e arredi
monotematici, eliminando tutto il resto che esula da questo sfondo
integratore). La grafica dovrà sempre essere colorata e gradevole
rappresentativa della scelta tematica progettuale dell’anno,
ri-creando il più fedelmente possibile un climax protettivo e
naturale a misura di bambino.
Solo
saltuariamente, e dietro preventiva preparazione e spiegazione
didattica-esperienziale, verranno attaccati alle pareti ulteriori
cartelloni procedurali o mobiles per le festività (Natale,
Carnevale, ecc.). In questo caso si dovrebbero creare esclusivamente
grandi ed esemplificativi “quadri di casa”, secondo i
suggerimenti della metodologia Montessoriana (Educazione alla libertà
dell’individuo; e Ambienti che si rifacciano alla casa di famiglia)
e quella della Scuola Senza Zaino (uso di pannelli procedurali
“riquadrati”). Per evitare il sovraccarico di stimoli visivi,
oltre a progettare allestimenti iconografici grandi, essenziali e
minimi, in modo da aiutare gli alunni a fissare l’attenzione senza
distrazioni, si avrà cura di eliminare dalla vista anche tutto ciò
che è stereotipato, ridondante e dunque poco creativo per
le intelligenze di Gardner, tipico invece delle aule
tradizionali (cristall, cioè
buste traforate di plastica, con fogli appesi in sequenza alle
pareti alte o su fili tesi, molto spesso proiezionismo
esibizionistico soltanto delle insegnanti “affaccendate”; sarebbe
più opportuno un pannello basso, dove ogni bimbo attacca
personalmente ì propri lavori liberi più belli, anzicchè la
ridondanza stereotipata di schede tutte identiche che squilibrano la
naturalezza di stanze aventi funzione pedagogica e non certo di
essere trasformate in sale museo espositive, ecc.). I pannelli
murali, funzionali a procedure o a report cartellonati sulla
conclusione di uno step dei moduli o delle unità di
apprendimento conclusi, ma non vi sarà sovraccario espositivo
nemmeno di essi, mantenendo una pulizia delle pareti come a casa
propria, esemplificativa di un ambiente curato e ordinato.
AREA
MENTALE LUDICA E PALESTRA
Per
quanto riguarda le
varie attività psicomotorie e ludiche, esse
dovrebbero
prevedere
azioni/giochi liberi per costruire nella mente del bambino un reale
pensiero-gioco.
In
questo caso, sarebbe necessario minimizzare
al massimo spazi fisici da ludoteca precostituiti, e
soprattutto eliminare giochi propinati in aula in
eccessive quantità, senza naturalezza creativa e “ambientale”.
Gli unici “confini” strutturali/mentali
dovrebbero
essere
quelli mobiliari: vani e cassettiere sempre
fissi per
i propri disegni personali, mobili per i libri, scatole basse per i
giochi e i materiali classificabili, ecc. Questi potranno
essere
mantenuti inalterati per tutto l’anno. Per agevolare movimenti
sicuri sia nelle attività di gioco libero che durante le attività
didattiche, nello spazio-aula, essi non intralceranno gli spazi e i
passi, ma saranno dislocati in assetto lineare, strutturando setting
mentali e laboratoriali senza angoli. La
creatività sia di azioni fisiche che ludiche, ne verrà sicuramente
beneficiata.
In
presenza di aule piccole o sovraccariche di materiali che appare
impossibile eliminare, le attività
dovrebbero
essere
spostate
in zone
ad ampio respiro come giardini e palestra,
soprattutto
quelle psicomotorie,
quelle coreutiche e musicali, e quelle robotiche
(es.
con
l’ausilio di Bee-bot e di altri materiali specifici per i percorsi
coding
a pavimento).
AMBIENTI
NATURALI, ORTI E GIARDINI
Infine,
sempre secondo gli spunti delle Avanguardie Educative (Indire),
tramite una efficace
“Didattica per scenari dentro/fuori la scuola” (Indire),
dovrebbe
essere
prevista la realizzazione di un ambiente naturale, richiedendo
eventuale collaborazione di genitori, nonni e
aziende o agenzie territoriali in partnerariato.
Le
possibili soluzioni potrebbero essere:
-
un piccolo orto in giardino con grano, prezzemolo, ecc; oppure vasi
di violette mammole/o di altri fiori e piante in aula;
-
zone di micro giardino-zen suggeriti anche dalla metodologia
didattica Bruno Munari, ricreando o karesunsai giapponesi,
cioè giardini secchi fatti in teglie o bacinelle con materiali
naturali come sabbia, rami, chicchi e pietre, se il progetto potrebbe
essere realizzato solo in aula; oppure, se realizzato esternamente
nel giardino scolatico, Yuan Garden cinesi con aggiunta di
piccoli stagni d’acqua, importantissimi nello scenario dello Yuan
Garden, e di altri elementi (piante e fiori, montagne artificiali di
terra, ponticelli, sassi scolpiti, bonsai, ecc).
Anche
la presenza di animali di compagnia all’interno della scuola, è
sempre consigliabile (in molte Scuole Senza Zaino sono presenti i
gatti, con la collaborazione della “gattare” comunali
certificate).
Copyright
© Tìndara
Rasi
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